La RAI comunica di voler "reclutare" delle "coppie di figuranti conviventi". Polemica sul web con petizioni per contrastare la buona riuscita di questa azione per il festival di Sanremo e l'intervento del CODACONS contro la RAI per farla ritornare sui suoi passi. Leggi ora l'articolo. _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _

Ennesimo polverone scatenato dalla RAI.

Da poco infatti è stato pubblicato l’annuncio da parte della rete televisiva riguardante questo “arruolamento” di figure denominate come “coppie di figuranti conviventi” con il fine di raggiungere l’obbiettivo tanto chiacchierato comunicato da Amadeus riguardante l’edizione 2021 del festival di Sanremo di “realizzare il festival con il pubblico”.

Una vera e propria offesa per i cittadini italiani e, soprattutto, per tutti quegli operatori dello spettacolo e dell’intrattenimento (tecnici e artisti) che non lavorano da mesi (e molti non lavorano da febbraio 2020!).

Una beffa bella e buona, soprattutto considerando i casi di focolai di questi giorni proprio nella città di Sanremo come quello della RSA, del seminario di Sanremo e di Casa Serena. Tutte queste notizie vengono diffuse nel giro di poche ore in concomitanza alla comunicazione della RAI di voler procedere verso la direzione di realizzare il festival con il pubblico.

Sul web quindi interviene Claudio Bellumore, direttore di coro e musicista, con una petizione su Change.org (che puoi trovare QUI), che in 48 ore ha superato le 20mila firme. La petizione è stata lanciata per chiedere al governo e alla RAI di invertire la rotta e far rispettare la parità nel settore dello spettacolo considerando il fatto che tutti i teatri italiani (oltre a tanti altri settori dello spettacolo e dell’intrattenimento che vivono di pubblico) sono chiusi e non possono partire con le loro stagioni teatrali a causa dei decreti.

Secondo questa petizione, infatti, la RAI ha pensato di ingaggiare dei figuranti al posto del pubblico dopo il ‘NO’ del prefetto di Imperia e, visti tutti i DPCM dei mesi scorsi che vietano lo svolgimento di qualsiasi evento aperto al pubblico in teatri, sale da concerto, sale da ballo, luoghi assimilabili o addirittura all’aperto, questo è inaccettabile ed è un vero e proprio escamotage legale visto che non cambia nulla tra un pubblico detto “figurante” ed un pubblico tradizionale. La domanda è: infondo, non sono sempre delle persone che andranno a riempire dei posti a sedere all’interno di un teatro? Un ottimo modo per offendere gli italiani che non possono lavorare nei teatri e quelli che da mesi non possono godere della bellezza dell’arte, della musica e del divertimento.

In altro modo, anche gli altri teatri d’Italia potrebbero protocolli e criteri severi per monitorare e controllare la diffusione del covid-19 tramite sanificazione e distanziamento come è successo infatti nell’estate 2020 con dei risultati ottimi.

La legge è uguale per tutti(?)

Ascolta el Darky "DPCM"

Anche il CODACONS interviene contro la RAI.

Il CODACONS è intervenuto contro l’emittente televisiva, il festival di Sanremo 2021 ed il Teatro Ariston, per invitarli a fare un passo indietro verso questa scandalosa operazione dichiarando che è uno spreco di soldi pubblici oltre che avvalorando la questione per cui la riuscita di questo evento con il pubblico in sala è un offesa verso tutti coloro che stanno soffrendo la crisi dovuta, ovviamente, alla situazione della pandemia che ha portato al blocco del settore dello spettacolo e dell’intrattenimento.

L’esposto è stato presentato alla Corte dei Conti e chiede di tornare sui suoi passi poiché, l’idea di arruolare questi “figuranti” per riempire il Teatro Ariston, è pura follia che potrebbe avere ripercussioni negative su diversi fronti sia alle casse della RAI stessa come alla sicurezza e alla logistica, spiega il presidente Carlo Rienzi.

Anche Carlo Rienzi infatti è dello stesso parere dichiarando questa manovra un escamotage che creerà disparità nei confronti degli addetti ai lavori dello show business italiano rimasti a casa per via delle restrizioni sugli eventi che vietano la presenza di pubblico al fine di contenere il covid-19.

Difatti, questi figuranti, non sarebbero altro che dei “lavoratori“, ovvero delle persone pagate dalla RAI per fare da “scenografia” e non un vero e proprio pubblico come gli altri anni. Il che creerebbe quindi uno spreco di denaro pubblico e del portafoglio RAI senza comunque portare un maggiore introito da parte dei proventi pubblicitari.

Inoltre viene anche sollevata la questione “vitto e alloggio” dei “figuranti”: Dove mangerebbero? Dove alloggerebbero? Con quali rischi sul fronte assembramenti e contagi?

Una decisione del tutto sconsiderata che non porta utilità al festival e alla rete televisiva in termini economici e di reputazione. Anzi, sarebbe effettivamente il contrario considerando i pareri fortemente negativi e i costi che dovranno essere sostenuti affinché tutto ciò avvenga. Il tutto in uno scenario che ha già costretto, tra tutte queste cose, a rinviare la data a marzo 2021 rispetto alle tradizionali date di inizio febbraio.

Infine, c’è un ultimo rischio: l’organizzazione del festival potrebbe essere chiamata in causa, nel caso si registrassero focolai, a rispondere di concorso di epidemia colposa.

Ricapitolando: La legge è uguale per tutti(?)

I pareri “DISCOrdanti“.

Infine, volevo citare anche un articolo del mio amico Lorenzo Tiezzi di AllaDiscoteca, in cui riporta le parole di Emilio Colasanti (discografico):

Visto che mi tirate per la giacchetta per questa cosa di Sanremo, mi piacerebbe farvi notare una cosa: Sanremo è un programma televisivo con della musica. Se pensate che sia uguale a un Festival, a un concerto, a uno spettacolo teatrale, forse c’è un problema. Detto questo, a me che sia col pubblico o meno non interessa, ma vorrei farvi notare che sono 11 mesi che il nostro settore è bloccato, paralizzato, i club sono chiusi e i concerti annullati. Nelle ultime settimane ho visto, parlato, mi sono confrontato con un sacco di addetti ai lavori e tutti – vi giuro, tutti – hanno in canna un esperimento alla stregua di quello che ha fatto il Primavera Sound.

Cioè provare a organizzare un concerto con i test rapidi, al chiuso, etc etc. Che è la stessa cosa che volevano fare con Sanremo, la stessa identica.

Para para. Quindi invece di fare in modo che questo accada e che crei un precedente che permetta di andare dalle istituzioni a dire: “Avete visto, si può fare!”, noi ci mettiamo in un angolo, facciamo gne gne e invitiamo al boicottaggio senza renderci conto che una cosa del genere fatta da uno show della visibilità di Sanremo sarebbe una possibilità buona PER TUTTI. Utile almeno per cominciare a fare le cose nei teatri in primavera.Dopo 11 mesi credo non si possa più stare fermi ad aspettare, ma che sia giusto provare a immaginare soluzioni e trovare il modo di fare le cose – in sicurezza – per fare ripartire il settore e non lasciare trascorrere altri sei mesi di nulla cosmico.

Tu da quale parte stai?
Da quella della RAI, del Teatro Ariston, del Festival di Sanremo, di Amadeus e di Emilio Colasanti?
O dalla parte di quelli che stanno dietro l’angolo pronti a lanciare sassi sugli infetti nel momento in cui questo avverrà?

Scrivilo nei commenti in basso.

Articolo a cura di Doctor Keos. DJ, musicista e produttore discografico.
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