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Quando la musica elettronica si comporta come la classica e si esibisce in teatro. Marc Rebillet si esibirà il 3 dicembre al Teatro Principe di Milano e il 4 dicembre al Largo Venue di Roma. Leggi la notizia completa. _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _

QUANDO LA MUSICA ELETTRONICA

SI COMPORTA COME LA CLASSICA

E SI ESIBISCE IN TEATRO

Marc Rebillet a Milano e a Roma

AUR3LIO - GET DOWN LOW feat. Brima
AUR3LIO - GET DOWN LOW feat. Brima
AUR3LIO - GET DOWN LOW feat. Brima

È buio. Un’oscurità alienante avvolge in maniera soffocante chiunque cerchi di farsi strada nel mondo della musica e dell’arte. È talmente buio che quando si prova ad avanzare sembra sempre di ritrovarsi in un punto già percorso precedentemente. Quando si sente odore di innovazione, si trovano sempre più spesso solo nuove maschere che coprono volti già conosciuti. In un’epoca di costante sviluppo degli strumenti di innovazione e diffusione, si è creato un nuovo tipo di buio, definibile come “buio bianco”. Chiunque adesso ha la possibilità di essere un faro nel buio, tuttavia il risultato è solo un’enorme schiera di luci fioche e intermittenti che ci impediscono di procedere verso un reale progresso musicale.

Improvvisamente, una speranza. Una luce diversa. Stroboscopica. Finalmente si intravedono colori su quello sfondo bianco del mercato musicale. Queste luci e colori provengono da Dallas, in Texas, dove un ometto dall’apparenza tutt’altro che da leader si propone come guida di quello che potrebbe definirsi come un vero e proprio movimento avanguardistico musicale. Stavolta l’odore di innovazione è talmente denso e profondo da buttar giù qualsiasi maschera per dare spazio all’autenticità. E che autenticità, signori! Non di quelle di cui ci si accontenta solo perché tale, ma di quelle che non si può non amare nel suo vero valore.

Si tratta di Marc Rebillet. Lo ripeterò: MARC REBILLET. Segnatevi questo nome, signore e signori, perché questo ragazzo ha tutti i requisiti per poter dare una svolta concreta al mondo della musica e alle regole del mercato musicale in generale. Vi starete chiedendo: “ma come? Non vi starete sbilanciando un po’ troppo?” e la risposta è: niente affatto.

Vedete, oggi come oggi sappiamo tutti come un prodotto musicale debba essere compiuto e ben confezionato prima di poter passare per le

orecchie di un ascoltatore. Lo si crea, lo si registra e poi lo si pubblica. Ed eccola la svolta! La genialità di Marc sta proprio nella demolizione di questo schema base: lui prende queste tre fasi e le fonde in una sola. Il trucco? Improvvisazione!

La sua forza sta nel fare in modo che l’ispirazione non venga filtrata e ben impacchettata come accade di solito, ma letteralmente vomitata addosso al pubblico direttamente dalla sua testa. Certo, l’improvvisazione non è qualcosa di nuovo nel mondo della musica. Vedi il jazz, ad esempio: non è altro che pura improvvisazione su un giro base precedentemente accordato. La differenza sostanziale è che lui è DA SOLO. Una one man band come mai l’abbiamo vista.

Ma sia chiaro: se dico one man band non azzardatevi a figurarvi nella vostra testa il classico pazzoide che fa una cover di “Bella ciao” con una chitarra in mano, un piatto in testa, un tamburo sulla schiena e ricoperto di altri mille strumenti che chiaramente gli impediscono la mobilità. Il contrario: nella maggior parte dei suoi video su Youtube lo vedrete seminudo che scorrazza grottescamente in cameretta col microfono in mano, e che con una voce sublime e ipnotica canta, rappa e farfuglia qualsiasi assurdità gli passi per la testa, accompagnato da sonorità incredibilmente moderne, quasi futuristiche.

Tutto quello di cui ha bisogno per fare in modo che ciò accada non è altro che una tastiera e una loop station RC-505. E solo attraverso questi strumenti crea delle basi incredibilmente varie nel genere: fonde sonorità funkeggianti con il rap e l’hip hop classico, o possono andare dalla techno più pesante al jazz più rilassante. In più ha un’altra arma di calibro pesantissimo a sua disposizione: un’ironia travolgente e una capacità di intrattenimento, coronate da un tocco di stravagante pazzia e inspiegabile sensualità, che fanno sì che si assista uno show davvero indimenticabile.

E la notizia vera è che questa leggenda moderna ha finalmente deciso di varcare l’Atlantico per un tour nel vecchio continente. Marc ha già iniziato

ad inizio novembre a destreggiarsi in vari importanti locali europei, ma ha deciso di fare un dono anche a noi: coronerà il suo tour proprio qui, nel nostro amato stivale. Proprio così, avete sentito bene!

Due tappe più uniche che rare, assolutamente imperdibili, il 3 dicembre al Teatro Principe di Milano e il 4 dicembre al Largo Venue di Roma. Per cui prendete tutti una penna, anzi un pennarello indelebile, e sulla vostra agendina cancellate subito tutti gli impegni che avete preso per quei giorni, perché sarà un’occasione unica per noi italiani di poter assistere a un evento epocale, in cui l’enorme sfondo bianco che avvolge il nostro piccolo universo musicale potrà finalmente essere dipinto di nuovi fantastici colori. Guai a chi se lo perde!

A cura di Lorenzo Cusani

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