Da giorni gira una notizia legata al mondo dei DJ legata alle dirette Facebook. In questo articolo analizziamo nei dettagli il regolamento Facebook per scoprire la verità in merito. _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _

La verità sulla normativa delle dirette Facebook
legata al mondo dei DJ

Di recente gira la notizia riguardante al blocco delle dirette Facebook a partire da Ottobre. E come al solito si creano allarmismi inutili e nessuno mai dice la verità su ciò che succede cercando di fare notizie sensazionalistiche al fine di attrarre visitatori sul proprio sito. Ma la realtà è un’altra e dovrebbe parlarne chi ne ha competenza.

Per tanto oggi vi spiegheremo qual’è la situazione visto che noi nasciamo prima di tutto come etichetta discografica di musica elettronica per tanto sappiamo bene quali sono le esigenze (e le preoccupazioni) dei DJ ed il punto di vista di chi porta a far rischiare questi blocchi (copyright).

Perché le dirette Facebook?

C’era una volta, un lontano Marzo 2020, in cui le discoteche di tutto il mondo vengono chiuse a causa di una pandemia globale di un virus chiamato dall OMS (Organizzazione Mondiale della Sanità)COVID-19” ma scientificamente riconociuto come “SARS-COV-2“. Questa chiusura delle discoteche ha portato i DJ di tutto il mondo a rimanere senza lavoro e l’unico modo per manifestare la propria passione e tenere comunque compagnia al proprio pubblico era quella di fare dirette su Facebook in quanto su SoundCloud non si possono fare dirette video e su YouTube è abbastanza più complicato farle rispetto a Facebook. Così i social in cui vengono fatte queste dirette in maniera semplice (collegandosi direttamente alla scheda audio del PC grazie alla tecnologia USB dei moderni mixer tanto criticati dai puristi che dicono “il deejay è solo veenyle“) e quindi usando il PC come se fosse l’uscita “main” e da li far uscire la musica anche per ascoltarla nella propria “bedroom” nelle monitor. Siccome gran parte dei DJ hanno usato questa soluzione (Facebook e Instagram per lo più) per creare queste dirette (quelli che le hanno fatte su MixCloud e su YouTube sono relativamente pochi) visto e considerato anche che la maggior parte del pubblico difficilmente si sarebbe spostato su un altro sito a guardare la diretta e che la notifica non sarebbe arrivata come su questi social, all’arrivo del nuovo decreto del 7 settembre 2020 (dopo l’ennesimo decreto del 14 agosto 2020) che ha prolungato la chiusura già fissata precedentemente (appunto quello a cavallo di ferragosto) fino a data 7 ottobre 2020 e considerando che la situazione è poco chiara e si potrebbe quindi andare avanti rimandando l’apertura delle discoteche di volta in volta, è ormai un ideale comune quello di dover ritornare alla situazione che abbiamo vissuto questa primavera con tante dirette Facebook e Instagram per intrattenere il proprio pubblico.

Per tanto arriva la notizia bufala da parte di diverse testate di cui una in particolare, quella più diffusa, porta il seguente titolo, spudoratamente clickbait:

“FACEBOOK DAL 1° OTTOBRE VIETA LE DIRETTE STREAMING AI DJ”

Questa notizia gira prevalentemente sotto forma di screen-shot. Ma non ha ricevuto pochissime condivisioni. Anzi, Facebook è invaso da profili di DJ che hanno condiviso la notizia.

Una bufala bella e buona.

Intanto l’articolo parla solo di Facebook, e questo invece dovrebbe invece incidere anche su Instagram visto e considerato che Instagram (ecco perché prima ne parlavamo simultaneamente) è proprietà di Facebook Inc.. Cosa che invece non vale per Whatsapp ed Oculus perché essendo diverse le tipologie e la categoria del prodotto prevedono regolamenti completamente diversi e più limitati rispetto a quello che sono invece Facebook e Instagram considerando le funzioni talmente tanto ampie in vista del quantitativo di funzioni disponibili.

Inoltre lo stesso Facebook non ha comunicato nulla in merito ad un eventuale cambio di regolamento agli utenti iscritti mentre invece, proprio secondo il regolamento di Facebook (Articolo 4. – Ulteriori disposizioni, Punto 1. – Aggiornamento delle condizioni di Facebook), questa comunicazione sarebbe dovuta arrivare almeno 30 giorni prima dell’ipotetico cambio delle normative del sito (e quindi di tutti quei siti coinvolti dallo stesso regolamento di Facebook, quindi Instagram.

Per concludere, uno dei punti chiave del regolamento di Facebook è il seguente:

“L’obiettivo dei nostri Standard della community è sempre stato quello di creare un luogo in cui le persone possano esprimersi. Questo obiettivo non è cambiato. Creare community e rendere il mondo più unito dipende dalla capacità delle persone di condividere punti di vista diversi, esperienze, idee e informazioni. Vogliamo che le persone possano esprimersi apertamente sui temi che hanno a cuore, anche se alcune persone potrebbero essere in disaccordo o trovarli discutibili. In alcuni casi, consentiamo contenuti che altrimenti sarebbero contrari ai nostri Standard della community, se si tratta di contenuti rilevanti e di pubblico interesse. Procediamo in questo modo solo dopo aver soppesato l’interesse pubblico rispetto ai potenziali danni e ci basiamo sugli standard internazionali in materia di diritti umani per effettuare queste valutazioni.”
Il nostro impegno verso la libertà di espressione è essenziale, ma siamo consapevoli che Internet crea nuove e maggiori opportunità di usi impropri. Per questo motivo, limitiamo la libertà di espressione per tutelare uno o più dei seguenti valori:
Autenticità: vogliamo assicurarci che le persone vedano contenuti autentici su Facebook. Riteniamo che l’autenticità crei un ambiente migliore per la condivisione e per questo motivo non vogliamo che le persone usino Facebook per rappresentare in modo fuorviante la propria identità o le proprie attività…”

Gli standard della comunità di Facebook continuano poi con altre cose riguardanti la sicurezza, la privacy e a dignità. Ma il testo sugli standard viene concluso in questo modo:

“I nostri Standard della community si applicano a tutti, in tutto il mondo e a tutti i tipi di contenuti. Sono progettati per essere completi: ad esempio, un contenuto che potrebbe non essere considerato discorso di incitazione all’odio potrebbe essere comunque rimosso per violazione di un’altra normativa. Sappiamo che le parole hanno diversi significati e conseguenze per le persone in base a comunità locale, lingua o contesto culturale. Ci impegniamo strenuamente per tenere conto di queste sfumature e applicare allo stesso tempo in modo coerente ed equo le nostre normative alle persone e al loro diritto di espressione. Nel caso di determinate normative, richiediamo maggiori informazioni e/o contesto per l’applicazione, in linea con i nostri Standard della community.
Le persone possano segnalare contenuti potenzialmente in violazione, tra cui Pagine, gruppi, profili, singoli contenuti e commenti. Offriamo anche alle persone la possibilità di controllare la propria esperienza, consentendogli di bloccare, non seguire più o nascondere persone e post.
Le conseguenze per la violazione degli Standard della community dipendono dalla gravità della violazione e dai precedenti della persona sulla piattaforma. Ad esempio, nel caso della prima violazione, potremmo solo avvertire la persona, ma se continua a violare le nostre normative, potremmo limitare la sua capacità di pubblicare su Facebook o disabilitare il suo profilo. Potremmo anche informare le forze dell’ordine quando, a nostro avviso, sussiste la possibilità reale di seri rischi di danno fisico o minacce dirette alla sicurezza pubblica.
I nostri Standard della community forniscono una guida su cosa è consentito e cosa è vietato su Facebook. È con questo spirito che chiediamo ai membri della community di Facebook di seguire queste linee guida.
Tieni presente che la versione inglese degli Standard della community riporta le normative più aggiornate e deve essere usata come documento principale.”

Per tanto prima di credere a ciò che viene detto in Italia bisogna leggere la versione inglese e poi fare valutazioni in merito a quel che sono veramente le regole del social network più diffuso al mondo.

Ad esempio, nascono spesso le bufale sui servizi a pagamento di Facebook e sull’uso stesso di Facebook a pagamento. Ma Facebook ci tiene sempre a chiarire che l’unico modo in cui guadagnerà è quello di vendere servizi per le aziende che gli permettano di raggiungere un pubblico più ampio, quindi si tratterà sempre di un vendere pubblicità per guadagnare e mai e poi mai funzioni specifiche (Articolo 2. – Come vengono finanziati i servizi di Facebook). E diciamo questo perché alcuni siti hanno anche riportato la notizia che recitava questo:

Facebook, presto le dirette streaming saranno a pagamento

Notizia poi smentita e anche rimossa in quanto in realtà la vera notizia era sulla possibilità di far pagare un biglietto a chi volesse vedere certe dirette, senza che ne è saputo anche più nulla e forse anche in questo caso si trattava di una bufala.

Linee guida sulla musica e copyright internazionale.

Per quanto riguarda l’argomento principale di questo articolo, vogliamo fare chiarezza quindi su un principio fondamentale che è quello che dovrete ricordare non solo per Facebook, ma anche per qualsiasi altro sito che sia YouTube, SoundCloud, MixCloud o qualsiasi altro:
I proprietari delle canzoni che usiamo non sono queste piattaforme, né la SIAE (o società simili) né tanto meno voi che la acquistate. I proprietari delle canzoni sono solo ed esclusivamente gli autori e i compositori che forniscono delle licenze temporanee o a vita alle etichette discografiche e sono solo loro ad agire per far valere i propri diritti e a dettare regole ai siti in merito all’uso improprio imponendo anche di far chiudere i canali, gli account e i profili di chi usa la musica impropriamente.

La cosa sbagliata in tutto ciò è che purtroppo le etichette discografiche non comunicano più come una volta eventuali limitazioni in merito all’utilizzo dei brani né può funzionare come invece funziona nei live dove al massimo si paga un borderò per l’utilizzo dell’opera pubblicamente e quindi il regolamento da seguire è quello dettato dal sito in accordo con le etichette discografiche.

Come anche è stato messo in chiaro da Facebook e qualsiasi altro sito che permette di condividere opere audio visive, se siete i proprietari o avete una licenza di utilizzo del brano, siete liberi di fare dirette o caricare anche la canzone sui vostri profili, account e canali. Ma nel caso ci siano disguidi dovrete avere pronto il contratto da spedire al sito (in questo caso Facebook) che dimostra che avete un autorizzazione da parte dell’etichetta discografica o da parte dell’autore o ancora del compositore.

Perciò se siete dei produttori non avete problemi perché potrete suonare tranquillamente la vostra musica se siete anche dei DJ e se siete dei DJ e conoscete produttori che sono disposti a rispondere ai vostri messaggi e quindi parlare di un accordo di licenza di utilizzo, comprate le loro tracce e suonatele.

In questo modo supporterete degli artisti di cui avete certezza siano umili e disposti al dialogo e voi non avrete problemi di copyright.

Doctor Keos.

Leave a comment

Share with your friends!

You may also like...

0

Leave a Reply

Your email address will not be published. Required fields are marked *

This site uses Akismet to reduce spam. Learn how your comment data is processed.