La Legge (forse) è uguale per tutti. Il ministro Franceschini prende posizione riguardo al Festival di Sanremo 2021 per il quale, la RAI e l'organizzazione del festival, avevano provato a realizzare anche nel 2021 con l'ausilio del pubblico. Ma sembra che, a quanto pare, chi punta (e si impunta) su una condizione irrispettosa nei confronti di tutti gli altri teatri, sia Amadeus che minaccia di non condurre il festival. Leggi ora l'articolo. _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _

La Legge (forse) è uguale per tutti. Il ministro Franceschini prende posizione riguardo al Festival di Sanremo 2021 per il quale, la RAI e l’organizzazione del festival, avevano provato a realizzare anche nel 2021 con l’ausilio del pubblico.

Ma sembra che, a quanto pare, chi punta (e si impunta) su una condizione irrispettosa nei confronti di tutti gli altri teatri, sia Amadeus che minaccia di non condurre il festival.

Come avevamo già comunicato nel precedente articolo, era stata tentata la strade da parte della RAI (e dell’organizzazione del festival) di realizzare l’evento con delle “coppie di figuranti” destinate a fare da pubblico risultando però legalmente come dei lavoratori.

Il ché ha attirato l’attenzione dal CODACONS, che ha presentato un esposto alla Corte dei Conti e di Claudio Bellumore, direttore di coro e musicista, che ha avviato una raccolta firme su Change.org che nelle prime 48 ore ha visto aderire più di 20mila persone e altre 30mila nelle 24 ore successive.

Ma la risposta è arrivata poi dall’alto, esattamente dal ministro Franceschini, che ha dichiarato che il Teatro Ariston è un teatro come tutti gli altri e, perciò, va fatto rispettare il DPCM come per tutti.

Amadeus ribadisce la sua posizione, puntando e impuntandosi affinché Sanremo 2021 sia realizzato con il pubblico minacciando che nel caso non fosse così deciderà di non condurre il festival.

Ascolta el Darky "DPCM"

La comunicazione del ministro Franceschini avviene su Twitter e recita le seguenti parole:

Il Teatro Ariston di #Sanremo è un teatro come tutti gli altri e quindi, come ha chiarito ieri il ministro  @robersperanza , il pubblico, pagante, gratuito o di figuranti, potrà tornare solo quando le norme lo consentiranno per tutti i teatri e cinema. Speriamo il prima possibile.

Poi c’è La Stampa che dice:

La cancellazione della manifestazione sarebbe per la Rai un pesantissimo danno economico, ma anche la discografia italiana riceverebbe un duro colpo.

Per dire la mia, e molti concorderanno con me, in questo periodo in cui tutti i concerti e le discoteche sono in chiusura forzata e senza prospettiva di riapertura, ha visto distruggere la discografia emergente e la discografia del mondo dell’elettronica. Questo festival, infondo, non è altro che un festival che da spazio sempre e solo ai soliti noti e alla solita tipologia di discografia obsoleta trita e ritrita, gira che ti rigira, sempre uguale. Uno dei festival che, insieme ai vari talent e programmi musicali televisivi che dovrebbero promuovere la novità, invece lasciano pensare che l’Italia sia un paese in cui questo ambiente è fatto di raccomandazioni.

In ogni caso, sfogo a parte sui soliti leccaculismi dei giornalettai, si è svolto anche un incontro tra Amadeus e i vertici di Rai1. Dovrebbe susseguirsene uno con l’amministratore delegato Rai, Fabrizio Salini, che al contrario dell’organizzazione e di Amadeuso, avrebbe spostato ulteriormente a maggio il festival e risulta essere dalla parte di Speranza e Franceschini. In questa riunione pare che parteciperà anche il manager di Amedeus, Lucio Presta, e Fiorello.

Si è anche alzata ulteriormente la voce di chi nei teatri ci lavora e non può farlo per il rispetto della salute pubblica e delle leggi stilate a favore della salute pubblica, tutti in un unico coro che recita: il Teatro Ariston venga trattato come tutti i teatri, se verrà deciso che ci sia del pubblico per il Festival di Sanremo, che venga fatto anche per tutti gli altri teatri e quindi che riaprano tutti.

Infine, c’è chi ribadisce il concetto che, il Festival di Sanremo, potrebbe prototipare e protocollare una ripartenza per tutto il settore dello spettacolo e dell’intrattenimento dimostrando che gli eventi con il pubblico possono essere realizzati in sicurezza.

Come sempre, vi invito a dire la vostra nei commenti in basso.

Articolo a cura di Doctor Keos. DJ, musicista e produttore discografico.
Seguimi sui social:

Leave a comment

Share with your friends!

You may also like...

0

Leave a Reply

Your email address will not be published. Required fields are marked *

This site uses Akismet to reduce spam. Learn how your comment data is processed.