Cominciano a scoppiare i casi di covid-19. Oppure sono solo dei falsi positivi? Intanto le disco rimangono chiuse mentre gli "assembramenti", come ormai l'aggregazione viene definita, continuano a essere presenti ovunque. Facciamo un analisi della situazione. _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _

Discoteche chiuse e contagi da falsi positivi al covid-19.

Premessa:

Oramai negli ultimi anni le discoteche hanno subito tanti cambiamenti e assistito a tanti abusi burocratici e giornalettistici.
Dal cambio di genere musicale con l’avvento del reggaeton (nulla contro il reggaeton, ma ha cambiato già esso stesso il concetto di discoteca dove prima si ascoltava prevalentemente musica dance, house, techno e trance ed oggi queste ultime sembrano invece essere un contorno nella migliore delle ipotesi) alle modalità di ingresso e “stazionamento” all’interno delle disco come privée, “super privée” e “privée vip” per non parlare anche dei privée “silver”, “gold” e “platinum”. Un’altro cambiamento ha visto la disco come un luogo per incontrare personaggi e pseudo-personaggi televisivi e “vip” o fantomatici tali come tronisti, opinionisti, personaggi del Grande Fratello, attori, porno attori, calciatori e, tra questi, quelli che di queste categorie hanno fatto si che il DJing diventasse il motivo per cui venissero “ospitati”. Che poi, tra le tante cose, dovrebbero dire “ingaggiati” visto che si parla di veri e propri ingaggi a pagamento e molte volte anche stra-pagati rispetto al loro reale “valore” (premesso che questo valore esista veramente). Per continuare, come già anticipato, ci sono state poi le questioni burocratiche e giornalettistiche (queste ultime poi sono proprio quelle che hanno dato modo alla parte burocratica di agire) usando qualsiasi notizia per far si che una determinata discoteca (molto più di una, ma decine e decine a dire il vero) di essere presa di mira dalle azioni della legge o, peggio, di far si che le leggi vengano modificate affinché le discoteche abbiano sempre più difficoltà per sopravvivere.

2020: Covid-19

Finalmente arriviamo ai giorni d’oggi. Il capro espiatorio perfetto.

Le discoteche, posto di AGGREGAZIONE è diventato un posto adatto per creare “assembramenti”. O forse è il primo dei capri espiatori?

Analizziamo a fondo, e veniamo al dunque dell’articolo.

Da giorni stanno nascendo (finalmente) le notizie legate al reale funzionamento dei tamponi e dei rilevamenti sierologici.

Partiamo dall’inizio.

Una delle discoteche più conosciute che, nonostante siano ormai passati decenni dalla sua ultima serata, è il prestigioso e memorabile ULTIMO IMPERO. La droga è sempre stata associata al mondo della notte e, le discoteche, facendo parte di uno stile di vita completamente notturno, ha sempre subito attacchi da parte di chi comunica legando diverse strutture alla droga, anche se questo, almeno non sempre, è direttamente, indirettamente o per niente legato a chi questi posti li gestisce.
L’Ultimo Impero è uno di questi posti, rimasto ormai nella storia per la sua musica (techno, trance e techno trance), per i DJ che hanno creato magia in questo posto eterno, e per il motivo della chiusura: fu infatti sequestrato (almeno date le fonti reperibili) perché furono trovate “ingenti” quantità di droga (cit.).

Stupri.

Nel 2012 è la volta del “Borgo dei Sensi” (anche conosciuto come “Karma”) che nel dicembre di quell’anno fu chiuso perché una ragazza fu violentata nei bagni di questa discoteca con l’accusa di non aver garantito la sicurezza per la cliente.

Incidenti stradali.

Ogni giorno in Italia muoiono decine e decine di persone su tutta la penisola come anche nelle isole (non solo le maggiori come Sicilia e Sardegna) e non se ne parla mai. Se dopo diversi mesi dovesse capitare che un ragazzo o un gruppo di ragazzi muore per strada tra le 23:00 di Sabato sera e le 4:00 di Domenica mattina, la colpa è sempre e solo delle discoteche.

Droga 2.0.

Nel 2015 è stata la volta del Cocoricò chiudere “per droga”. Fu una questione nazione in quanto un ragazzo, 16enne, morì dopo aver assunto dell’extasy al Cocoricò di Riccione, morendo subito dopo per overdose in ospedale. Il provvedimento fu quello di chiudere il locale per 4 mesi ma nessuno parlava dello spacciatore. Sia chiaro: la discoteca, analizzando questi due ultimi casi, è tenuta a fare dei controlli più severi ed avvisare le forse dell’ordine per evitare situazioni come queste, soprattutto quando c’è in ballo la vita dei giovani, ma purtroppo questi sono luoghi dove purtroppo alcune situazioni non possono essere completamente gestiti e quindi dovrebbe essere anche buon senso dei genitori decidere se mandare il proprio figlio in un posto che potrebbe risultare pericoloso o meno. Un adulto potrebbe anche patire qualcosa, ma ricordatevi sempre che anche uscendo di casa può cadere una tegola che vi spacca il cranio in due facendovi trovare sdraiati con l’asfalto verniciato color materia grigia.

Le 3 S: Sfera Effasta, Sovraffolamento e lo Spray al peperoncino.

Nel 2018 è la volta della discoteca “Lanterna Azzurra” a Corinaldo. E qui subentrano altre 3 questioni: la presenza dei rapper in discoteca, quindi altri tipi di ospiti si aggiungono alla lista (e alcuni di questi si presentano anche come “DJ” proprio come nel caso di Sfera Ebbasta la notte della Tragedia di Corinaldo), il sovraffollamento e i maniaci dello spray al peperoncino. In questa discoteca, la notte dell’8 dicembre 2018, muoiono 8 persone e 59 rimangono gravemente ferite. “Poco prima dell’arrivo dell’artista alcuni individui avrebbero spruzzato nella sala dello spray al peperoncino, causando una calca di persone che per il panico, anche a causa della chiusura di una delle uscite di emergenza, si diressero in massa verso l’uscita d’emergenza sul retro del locale, la quale si affacciava su un ponticello situato al di sopra di un piccolo fossato. Durante la fuga la balaustra del ponticello cedette facendo precipitare una moltitudine di persone nel fossato. La tragedia fu causata dal fatto che le prime persone cadute sarebbero state schiacciate dal peso di coloro che li seguivano.” (fonte: Wikipedia).

Spray al peperoncino e Gigi D’Agostino. Prima ancora di Corinaldo ma anche prima nella storia.

Nel 2017 infatti è noto che in diversi concerti di Gigi D’Agostino in cui qualcun’altro ha spruzzato dello spray al peperoncino in pista. Altra forma di boicottaggio delle discoteche e di chi invece il mondo della notte e patron della musica dance dovrebbe meritarselo a pieni voti, ed invece le serate vengono rovinati da quelli che furono definiti dallo stesso Gigi “Sprayer seriali” esprimendosi con un totale disappunto e contrapposizione a quanto stava accadendo invitando anche le discoteche a fare dei controlli affinché questo non avvenga.

Covid-19 e discoteche: realtà o semplice capro espiatorio?

Le discoteche, come è noto a tutti, sono state le prime, a partire dal 28 di Febbraio 2020 al 4 Marzo 2020, a chiudere le porte a causa della “pandemia”.

Oggi invece cominciano a nascere un sacco di notizie sui “falsi positivi”. E siccome quando ne parla qualcuno che “non ha voce in capitolo”, vorrei precisare che non siamo noi a dirlo sulla base del nulla, ma se ne parla sia su ANSA (che dovrebbe essere, a quanto ne sappiamo tutti, la fonte principale di notizie in Italia) parlando dei medici che ad inizio “pandemia” erano risultati positivi al COVID-19 generando quindi il “rischio focolaio” in Sardegna che, come tutti sappiamo benissimo, in quel periodo non ha tanti turisti e, quindi, non avrebbe potuto veramente avere dei contagiati o, comunque, visto che comunque vogliamo far finta di crederci, non sarebbero potuti essere così tanti da poter gridare al “focolaio da covid-19”.

Le notizie in merito ai “falsi positivi” girano anche nel mondo del ciclismo. In questo caso se ne parla su “La Repubblica”, altra testata che ha la sua importanza a livello nazionale. Si comunica infatti che dovrebbero fare delle contro analisi per far si che non si blocchi il Tour de France. Ma per le disco questa cosa non si fa, perché i media non guadagnano dalle disco salvo nei casi in cui non ci siano notizie negative come i morti, gli spray al peperoncino, la droga, le violenze sessuali, gli incidenti stradali attribuiti alle discoteche anche se uno il sabato notte va ad ubriacarsi al ristorante mangiando pesce, sniffando cocaina nel bagno, più fattibile rispetto al bagno delle discoteche che spesso sono più bagnati per via dei lavaggi di mani più frequenti e veloci a causa dei ritmi frenetici che si hanno nelle disco non grazie alla droga ma al ritmo della musica e al numero di persone, pieni di occhi indiscreti e meno attrezzati e lussuosi di quelli dei ristoranti che invece sono più comodi, spesso con un bel marmo adatto a sniffare e tante altre cose che le disco non offrono essendo un posto meno per famiglie. Non si decide di fare una contro analisi al ragazzo di Girifalco che ha fatto chiudere le discoteche di Soverato il 13 Agosto 2020 perché poteva esserci il rischio contagio. Anzi, a dire il vero non è mai nemmeno stata pubblicato il risultato del suo tampone. Non si decide di analizzare bene il ricorso al TAR del SILB-FIPE fatto da Maurizio Pasca. Anzi, viene respinto spudoratamente senza minimamente calcolare quanti rimarranno NUOVAMENTE senza lavoro. Non si decide di dare nemmeno comunicazioni riguardo a cosa succederà il 7 Settembre 2020 e, quindi, se verrà prorogata la chiusura delle discoteche facendo saltare l’ennesima stagione invernale o se invece si potrà aprire e lavorare con misure di contenimento e altri provvedimenti che permettono alle discoteche e a tutti coloro che operano nel settore in maniera diretta o connessa.

Vogliamo ancora farci prendere in giro? Girano infatti articoli che parlano chiaro anche se non sono testate “di livello”.
Open.Online pubblica infatti un articolo con questo titolo “Coronavirus. Le ASL e il complotto dei falsi positivi: i casi di Arezzo e Montevarchi” con un immagine di testata che parla chiaro e dice già tutto sull’articolo essendoci stampate sopra queste frasi “Un epidemia di falsi positivi? Ma per favore!”.

Ma forse siamo tutti complottisti. Come nel caso di Adkronos, che anch’essa pubblica un articolo in cui fa parlare questi prima sconosciuti virologi. Proprio questa testata potrebbe risultare una testata farlocca perché non esce su carta stampata, ma di solito, contrariamente a come si potrebbe pensare, è invece la prima a smascherare le bufale del web e a fare comunicazione contro le bufale.
L’articolo è stato intitolato “Coronavirus, tamponi e test si sbagliano? Parola agli esperti”

E poi ci sono anche tutte le testate di regione, di provincia e urbane che da diverse parti d’Italia parlano del caso dei FALSI POSITIVI.

Una pandemia che, ormai, noi operatori del mondo della notte, definiamo l’ennesimo complotto per renderci dei vegetali incapaci di divertirci con la trasgressione.

La storia continua, e noi continueremo a lottare per fare comunicazione. Il corona virus potrebbe anche esistere, ma meno sono chiari, meno ci credo, perché qui, più che persone che credono ai complotti in maniera infondata, sembra veramente che ci vogliono prendere per il culo perché non si sono nemmeno messi d’accordo su come far credere che sia tutto vero se non falsando i dati sulla positività delle persone tramite tamponi, esami sierologici e autopsie.

Attiva le notifiche, a breve pubblicheremo nuovi articoli in merito.

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