Il Re dei DJ italiani si spegne all'età di 9 anni. Addio a Claudio Coccoluto. _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _

Poche righe non basterebbero per raccontare la sua lunga e strepitosa carriera nonostante ci abbia lasciato prematuramente.

Troppe righe risulterebbero banali o superflue per uno che in consolle ha sempre fatto i fatti suonando fino alla fine i vinili.

Così, a soli 59 anni, ci lascia il Re dei DJ italiani: Claudio Coccoluto.

Un gigante tra i DJ, conosciuto da tutti i DJ italiani, dai cultori della house music e dai puristi del vinile. Questa pandemia ha portato via gran parte dei mostri sacri della musica e dell’arte in generale, ed il settore del clubbing, il più colpito dalla pandemia in quanto è stato il primo a doversi fermare ed essendo ancora l’unico che non ha date di riapertura, oggi piange la scomparsa di un colosso della scena che fin dall’inizio ha lottato per rappresentare la categoria dei DJ e dei club.

Ci lascia quindi dopo aver lottato per più di un anno non solo contro una pandemia che ha fermato tutta una filiera di cui lui era il Re indiscusso, ma anche contro una malattia che oggi lo ha visto spegnere.

Ne danno l’annuncio la famiglia che è stata vicino a lui nel momento della morte, la moglie Paola e i figli Gianmaria e Gaia.

Tra coloro che hanno voluto omaggiarlo in modo particolare c’è Giancarlo Battafarano, in arte Giancarlino, suo socio con il quale hanno fondato nella capitale il “Goa” che, fino ad oggi, è stato l’unico club italiano finito nelle classifiche mondiali dei migliori club al mondo.

La sua carriera è iniziata a soli 13 anni per hobby, infatti Claudio, già a quell’età, suonava dischi all’interno del negozio di elettrodomestici del padre. Da lì a poco cominciò a far sentire la sua voce tramite una radio di Gaeta (città da dove proviene), Radio Andromeda, un emittente privata della città.

Nel 1985 questa sua passione diventa una professione che lo porta a diventare il Re dei DJ italiani.

A ricordarlo, tra i tanti, ci sono anche Claudio Cecchetto, Beppe Fiorello, Rosario Fiorello, Samuel Romano, Linus.

Il grido sui social non manca a farsi sentire, perché, a ridosso della serata di apertura del Festival di Sanremo, il popolo della notte chiede di fare un omaggio al Re dei DJ italiani durante questa prima serata del festival della musica italiana, perché Claudio Coccoluto ne ha rappresentato in prima linea la versione made in Italy della musica elettronica, per tanto, non può mancare un momento in cui si ricordi del grande maestro per augurargli buon viaggio.

Addio Re Claudio.

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