Come entrare nella TOP 100 – DJ Mag e tante curiosità recenti a riguardo.

E’ uno dei più ambiti obbiettivi nel mondo del DJing di oggi e, anche se secondo alcuni non è più la stessa di quando è nata, rimane la migliore e indiscussa classifica per DJ.

La TOP 100 DJ organizzata dal noto magazine “DJ MAG” è anche un ottimo “biglietto da visita” per un DJ che ne entra a far parte! Serate e live non saranno più un problema per chi entrerà a far parte di questa classifica almeno una volta nella vita.

Qui compaiono solo quelli che sono gli dei della musica Dance (nello specifico EDM). Nell’olimpo di questa classifica ci sono nomi come Tiesto, Armin Van Buuren, David Guetta se parliamo di quelli storici. Nella vetta oggi troviamo nomi come Martin Garrix e Hardwell se parliamo dei più giovani, nonché di artisti del calibro di Skrillex, Dimitri Vegas e Like Mike, Steve Aoki e tanti altri.

Tra gli italiani sono pochi i nomi che hanno fatto parte di questa classifica o, almeno, sono pochi rispetto a tutti gli artisti esteri che hanno fatto parte di questa classifica in proporzione al numero di presenze e a quantità di artisti (anche paragonandola ad una nazione in particolare!).

Tra questi ecco i nomi:

  • 1997: Claudio Coccoluto (88)
  • 1998: nessuno
  • 1999: nessuno
  • 2000: Mauro Picotto (27)
  • 2001: Mauro Picotto (8), Mario Più (54), Gigi D’Agostino (98)
  • 2002: Mauro Picotto (14), Mario Più (84), Joy Kitikonti (95)
  • 2003: Mauro Picotto (17), Marco Carola (100)
  • 2004: Benny Benassi (18), Mauro Picotto (27), Mistress Barbara (49)
  • 2005: Benny Benassi (22), Mauro Picotto (28), Mario Più (38), Mistress Barbara (59), Gigi D’Agostino (98)
  • 2006: Benny Benassi (26), Mauro Picotto (71), Mario Più (89)
  • 2007: Benny Benassi (32), Mauro Picotto (34)
  • 2008: Benny Benassi (39), Mauro Picotto (88)
  • 2009: Benny Benassi (26)
  • 2010: Benny Benassi (26)
  • 2011: Benny Benassi (27), Zatox (47), The Bloody Beetroots (86)
  • 2012: Zatox (36), Benny Benassi (70)
  • 2013: Zatox (50), Benny Benassi (89), DJs From Mars (95)
  • 2014: Gabry Ponte (61), VINAI (62), Zatox (71), Merk & Kremont (94)
  • 2015: VINAI (43), Zatox (87)
  • 2016: VINAI (37), Zatox (92), Daddy’s Groove (97)

Fonte: Wikipedia

Diversi sono gli articoli che parlano di questo nostro argomento su “Come entrare nella TOP 100 DJ Mag“. Ne ha parlato anche di recente “Lorenzo Tiezzi“, noto per il blog “Alla Discoteca”, “LTC” e tanto altro nel settore della comunicazione digitale dedicata al mondo dell’EDM. L’articolo, proprio su “Alla Discoteca”, cita il tanto “amato” Gianluca Vacchi proprio nel titolo dell’articolo. Questo perché piovono critiche su questa classifica che è nota a livello mondiale e che esiste da prima che arrivasse internet per tutti. E’ una classifica attendibile insomma, non c’è da criticare, questo perché affermarsi su cartaceo vuol dire che un po’ di sale in zucca c’è! Nel senso, nell’era dei magazine solo cartacei, affermarsi a livello internazionale significava investire e saper investire! Arrivare in tutte le edicole del mondo significava arrivare a portare articoli veri e interessanti per la “nicchia” per la quale si scriveva. Ad oggi invece, arrivare a fare lo stesso boom di popolarità significa investire qualche migliaio di euro (o di dollari) su Google e siti che ti permettono di pubblicizzarti senza troppa fatica, o quasi. A meno che non sei proprio una caccola in comunicazione e i tuoi articoli non se li fila nessuno. Inoltre DJ Mag, ti permette di donare dei soldi in beneficenza all’UNICEFche forse non c’entra una mazza con DJ Mag, ma questo significa che effettivamente un minimo di responsabilità sociale ce l’hanno, per tanto significa quindi che è un altra cosa che da validità alla classifica. In sostanza, vi riportiamo alcune parole dell’articolo di Lorenzio Tiezzi (che puoi leggere per intero QUI):

Come dice DJ Mag Italia “è la classifica popolare più votata al mondo, da oltre vent’anni è la fotografia dei cambiamenti della dance culture”. Ovviamente negli ultimi anni è diventata più EDM / dance-pop e meno techno, nel senso che per la techno / elettronica questa chart conta poco, i fan di questi generi i loro super dj non li votano qui.

Ma è senz’altro la chart più importante al mondo. Chi è al numero uno NON è il dj numero uno al mondo, perché ovviamente il “dj numero uno al mondo NON esiste mica (…). E’ però il dj più votato nella  DJ Mag Top 100 Djs, la chart più importante nella musica EDM / dance-pop.

Diciamo e ribadiamo ai MILLE criticoni, che DJ Mag UK (che organizza la chart) NON dichiara nessun vincitore: si limita a contare i voti. Se volete, invece che Gianluca Vacchi, potete anche votare Picasso o Lorenzo Tiezzi (che non è un dj): DJ Mag UK conterà il vostro voto.

Ricapitolando: Chi sa cos’è la DJ Mag realmente non può non desiderare di entrare in questa classifica se è un DJ, se non lo è può solo decidere di votare o non votare i propri DJ preferiti (se ne possono votare fino a 5).

Ci sono diversi altri articoli riguardo all’argomento “Cos’è la TOP 100 DJ MAG” o all’argomento “TOP 100 DJ MAG: Perché si tratta di una classifica fasulla” o robe del genere.

Tra questi un articolo di soundwall.it che addirittura dice “PRENDIAMO POSIZIONE”, come se loro fossero dei re assoluti del mondo della comunicazione nel settore dell’EDM. Non scherziamo! Prendere posizione su qualcosa significa prima di tutto crearla: ne prendo posizione perché qualcosa è MIO!

Molte delle cose che dicono sono vere, per carità. Effettivamente c’è da dire, proprio come dicono nell’introduzione dell’articolo, o meglio, nelle prime righe, nei primi anni aveva un suo fondamento con l’arte del DJing. Ma secondo loro, più è andata avanti, più si è trasformata in un circo delle vanit. Parole di soundwall.it. Se non ci credi puoi leggere l’articlo QUI.

Addirittura vanno con i famosi discorsi, che noi chiamiamo “chiacchiere da bar”, che i DJ della TOP 100 DJ Mag usano i premixati per il loro live. Ma con che basi e certezze vengono dette certe cavolate? Potrebbe essere anche vero, ma uno che scrive un articolo dietro un computer e che passa il tempo a non fare altro (magari come noi, potrebbe essere anche vero!), come può permettersi di giudicare in questo modo chi è all’apice del successo? Per non parlare delle succulente volgarità presenti all’interno di un articolo che, per una questione di serietà, dovrebbe essere nitido nel linguaggio. Come se un giornalista del Corriere della Sera, ad un certo punto, comincerebbe a scrivere articoli creati con un linguaggio scurrile e da strada. Sinceramente, un linguaggio del genere in un articolo di informazione, per quante cose vere possa dire, rende sempre inattendibile la fonte. Figuriamoci sul resto degli articoli.

Tra l’altro, anche in questo articolo, compare Gianluca Vacchi. Stavolta però messo li senza senso in fotografia. Anzi, peggio: hanno caricato uno screen fato dal telefono, con tanto di batteria scarica al 9%. Almeno ricaricate il telefono se volete essere credibili!!!

A parte gli scherzi. L’articolo in questione dice solo due tre cavolate con linguaggio abbastanza scurrile per un articolo. Ma ne esiste un’altra, creata sempre dallo stesso blog che da una parte è degna di nota, dall’altra presenta sempre quel linguaggio che rende poco serio l’articolo nonostante sia più interessante di quello di cui abbiamo parlato in precedenza. L’articolo in questione lo trovi QUI. In questo caso punta ancora una volta al concetto che lentamente la classifica sta cadendo verso il basso. Verso un baratro che non finisce mai. Esiste nuovamente un paragone con il passato. Ma a questo punto, sembra che questa soundwall.it voglia rimanere indietro nel tempo. Non voglia l’evoluzione della musica. Non accetta che ci sono nuovi artisti in scena. Non accetta che le classifiche le decidono le nuove generazioni di giovani che votano i loro artisti preferiti o, come si usual dire molte volte nel mondo del POP (che ad oggi è lo stesso mondo dell’EDM), i loro IDOLI.

Difatti, una cosa gusta in questo articolo l’hanno detta:

E oggi? Non è che sia sbagliato certificare con enfasi e squilli di tromba il trionfo commerciale dell’EDM; è, semplicemente, per un DJ Mag, stupido. Autolesionista. O meglio: sul breve può anche funzionare, perché la scena EDM ormai non è altro che pop – del pop ha i meccanismi di funzionamento, del pop ha il modo di rapportarsi col suo pubblico e il modo che ha il pubblico di rapportarsi con essa (andate ad un evento EDM: sempre più frequente vedere gente con striscioni, cartelli inneggianti al proprio idolo, cose così). E del pop ha anche i numeri: supponiamo che sia questo il calcolo, la scena EDM tira, crea fatturato, fa vendere (biglietti venduti agli eventi, sperabilmente copie del giornale in edicola), e lo fa molto meglio di qualsiasi altro genere legato alla musica di matrice dance.

Riportato dall’articolo. Forse l’unico pezzo dove non cita parole come “stronzo” o altre volgarità peggiori.

Infine esiste un terzo articolo di quelli che la DJ Mag la solo criticano (rimanendo sempre sul sito di soundwall), che è intitolato “Perché le classifiche possono (anche) avvelenare l’aria“. Beh, il titolo dice già tutto, in pratica sono contro le classifiche. Non c’è nulla da fare. Allora come dovremmo fare per capire cosa piace di più alle persone e cosa meno? Come dovremmo fare le nostre scelte in qualsiasi settore musicale ci troviamo? Se siamo dei DJ, a che figura dobbiamo ispirarci? O che produttore seguire per suonare buona musica e quindi in entrambi i casi fare del nostro meglio per soddisfare il pubblico con la nostra musica che si è perfezionata prendendo spunto??? E se invece siamo degli organizzatori, come dovremmo capire, soprattutto se vogliamo organizzare un evento mondiale, quale sia la scelta giusta per piazzare un DJ sul nostro palco del nostro evento che deve essere destinato a diventare mondiale?

Certo, secondo la loro idea che le classifiche sono stupide, dovremmo affidarci al nostro gusto. Tanto al massimo rischiamo di raccogliere una nicchia di persone ed aver investito tanto tempo e denaro per un evento che ci ha solo indebitati. Bella filosofia soundwall! Vorrei proprio partecipare ad un evento organizzato da voi per vedere che nomi ci sono e quanto li pagate. Quant’è grande la dimensione del vostro pubblico e, soprattutto: come balla e con che musica!!!

Ma si, dai. Lasciamo stare le chiacchiere da bar, e passiamo alle cose serie ed utili: come si entra in questa classifica?

Innanzitutto bisogna riconoscere il fatto che è autorevole nel settore: il fatto che sia criticata così tanto già la dice lunga. Se qualcosa non ha valore, non suscita nessun tipo interesse. Se qualcosa ha valore, tutti cercheranno appropriarsi di quel qualcosa. Se questo sarà impossibile per qualcuno, allora quel qualcuno cercherà di sminuire quel valore in tutti i modi.

Bene. Capito ciò, ora abbiamo la conferma assoluta che è una classifica a cui puntare per farsi notare.

Allora non devi far altro che capire i due meccanismi base della classifica:

Numero 1: Innanzitutto devi avere un pubblico molto vaso. La classifica conta soprattutto le votazioni per iscritto che ricevono attraverso il loro sito dedicato alle votazioni. Il sito per votare lo trovi QUI.

Numero 2: Il sito fa riferimento anche a TrackitDown. Perciò, se hai anche migliaia, centinaia di migliaia o, ancora meglio, milioni di tracce scaricate su quel sito, bene… hai punti che si sommano alla tua ascesa in classifica.

Ok. Ora sai cos’è la DJ Mag, chi ci è entrato degli italiani e chi ne parla, bene o male. Come si dice? Che se ne parli bene o male, l’importante che se ne parli! Allora se se ne parla, significa che qualcosa conta. Quindi abbiamo voluto parlarne anche noi.

In futuro anche noi vorremmo vedere i nostri DJ e produttori nella TOP 100 DJ Mag. E’ un grande orgoglio è un meraviglioso traguardo tra i tanti traguardi che la musica può offrire. Quindi perché non puntarci?

In effetti, Gianluca Vacchi si è auto-candidato nella classifica. E lui che si è fatto conoscere molto bene in questo campo, a prescindere dalle famose critiche che anche noi nel nostro precedente articolo abbiamo fatto, sa a cosa puntare per farsi conoscere.

Quindi, ora la finiamo con l’annoiarti con il nostro articoletto che ha più che altro postate qualche cavolata presa in giro. Ma volevamo darti qualche info e delucidarti su ciò che in rete magari è espresso con un idea da falliti. Ci permettiamo di dire questo perché una persona di successo non ha bisogno di parlare male di qualcuno, bensì di parlare di persone, fatti e cose che esprimono positività, quindi di parlare bene di qualcosa. O, almeno, con intelligenza. Proprio come Lorenzo Tiezzi che abbiamo voluto citare appositamente in questo articolo. Proprio perché lui di DJ ne sa. Ed infatti sa che la DJ Mag è valida.

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